Itinerari

Partendo dal nostro agriresort, potrete visitare luoghi, borghi, città davvero suggestivi per una vacanza all’insegna del relax e alla scoperta della culla della cultura italiana.

COLAZIONE

Tra cucina locale e delizie classiche, la colazione viene servita in un ricco buffet allestito su una rivisitata mangiatoia. Dalla sala colazioni è inoltre possibile godere della vista di incantevoli dipinti naturali.

PISCINA

La piscina panoramica con effetto sfioro verso il lago dove trascorrere momenti di relax, situata in una posizione strategica, offre una meravigliosa vista sul Lago di Bolsena e sui boschi circostanti.

SPIAGGIA

La spiaggia privata ad uso esclusivo degli ospiti, attualmente lasciata allo stato naturale, è l’ideale per vivere appieno un’esperienza di vacanza nello splendido lago di Bolsena.

WI FI

La connessione WiFi gratuita è disponibile in tutte le camere e nelle vicinanze dell’agriturismo. un servizio indispensabile per poter utilizzare i propri dispositivi smartphone e laptop in assoluta comodità.

GIARDINO

Agriresort le Porcine è interamente immerso nel verde, in una posizione privilegiata sulla sommità di una collina affacciata sul Lago di Bolsena, il luogo ideale per trascorrere le vostre vacanze in assoluto relax.

Civita di Bagnoregio

Situata sulla cima di una collina, questa favolosa ed unica cittadina è raggiungibile solamente a piedi attraversando un ponte costruito alla metà del 1900.
Civita di Bagnoregio è denominata “La città che muore” a causa del suo isolamento e della continua e lenta erosione della collina su cui poggia.
E’ stata fondata 2500 anni fa dagli Etruschi in una delle vie d’Italia più antiche, congiungente il Tevere (allora grande via di navigazione) e il lago di Bolsena, oggi rappresenta uno dei luoghi più suggestivi e incantati dell’Italia Centrale.

Il centro storico

Nel borgo, le poche famiglie che resistono ancora a viverci e il paesaggio irreale dei calanchi argillosi che circondano la cittadina, fanno di Civita un luogo unico, solare e crepuscolare allo stesso tempo, vivo e spettrale, a seconda dell’umore di chi la guarda dallo spettacolare Belvedere che si trova di fronte.
Nonostante le piccole dimensioni di questo borgo i monumenti che lo impreziosiscono sono moltissimi, il primo che si incontra è la Porta S. Maria, ormai unica via di accesso a Civita, sormontata da una coppia di leoni che artigliano due teste umane, simbolo dei tiranni sconfitti dai bagnoresi.
Non perdete di vistare la Chiesa romanica di S. Donato dove sono custoditi uno stupendo Crocefisso ligneo del ‘400 della scuola di Donatello e un affresco della scuola del Perugino – la Chiesa romanico-gotica dell’Annunziata, affiancata da uno slanciato campanile del 1735 e ricca di opere pittoriche.
Tra le cose da ammirare, ricordatevi della Bibbia del XII sec. in pergamena miniata, forse appartenente a S. Bonaventura e la teca argentea a forma di braccio benedicente nella quale si conservano le reliquie del Santo e i palazzi rinascimentali dei Colesanti, dei Bocca e degli Alemanni si impongono sulle piccole vie costeggiate dalle tipiche scale esterne della case dette “profferli”.

Viterbo

Viterbo è la città di riferimento della parte settentrionale del Lazio, caratterizzata da un’architettura ottimamente conservata di epoca medioevale e storicamente considerata la “città dei papi” in quanto nel XIII secolo fu infatti sede pontificia.
Proprio per questa sua storia si trovano dimora il Duomo di San Lorenzo e le suggestive chiese di Santa Maria NuovaSan SilvestroSan Martino al Cimino.
Oltre il centro storico, tutta la provincia di Viterbo è ricca di storia ed offre la possibilità di spaziare in ambienti naturali diversi dei bacini dei laghi di Vico e di Bolsena fino al territorio della maremma laziale con Tarquinia e Montalto.

La Macchina di Santa Rosa

La città è famosa sicuramente anche per il trasporto della Macchina di Santa Rosa, tradizionale e suggestiva manifestazione che si svolge il 3 settembre di ogni anno, in onore della Santa patrona, se siete a Viterbo in questo periodo, non potete assolutamente perderla.
Si tratta di una struttura imponente alta 30 metri e del peso di 52 quintali – illuminata – che viene portata a spalla da cento uomini, i Facchini di Santa Rosa.
Il trasporto avviene percorrendo le vie centrali della città a volte sfiorando tetti, e terrazzini, sotto lo sguardo attento e fiero di tutta la cittadinanza viterbese, concludendosi quasi a passo di corsa lungo la salita che porta al santuario di Santa Rosa.
Per la sua importanza nel 2013 la Macchina è stata inserita dall’UNESCO tra i patrimoni immateriali dell’umanità.